martedì, 03 febbraio 2009
author: plmplm @ 00:30
category: viaggi, politica, thinspiration, incitamenti
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forse domani...

ad Udine

finalmente

L I B E R A !

Io attendo allucinato la situazione estrema
un grande sogno nitido
chiedendo alla tua pelle con dita di barbiere
un'amorosa quiete
sabato, 02 febbraio 2008
author: plmplm @ 09:17
category: viaggi, fuzzy
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lunedì, 28 gennaio 2008
author: plmplm @ 16:59
category: viaggi, politica, nostalghia, fuzzy, incitamenti
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Con la fine dell'estate

desertificazione

Come in un romanzo l'eroina

Lara Croft alias Karima Adebibeslogan su un muro

Visse veramente prigioniera

Area "Arbeit macht frei"

Con te dietro la finestra guardavamo
Le rondini sfrecciare in alto in verticale

Ogni tanto un aquilone

Nell'aria curva dava obliquità a quel tempo
Che lascia andare via, che lascia andare via

Gli idrogeni nel mare dell'oblio
Da una crepa sulla porta ti spiavo nella stanza

Un profumo invase l'anima
E una luce prese posto sulla cima delle palme

Con te dietro la finestra guardavamo

Le rondini sfrecciare in alto in verticale
Lungo strade di campagna

Stavamo bene
Per orgoglio non dovevi
Lasciarmi andare via, lasciarmi andare via
Ogni tanto un aquilone
Nell'aria curva dava obliquità a quel tempo
Che lascia andare via, che lascia andare via
Gli idrogeni nel mare dell'oblio
Quando me ne andai di casa
Finsi un'allegria ridicola

Dei ragazzi uscivano da scuola
Dietro alla stazione sopra una corriera

venerdì, 25 gennaio 2008
author: plmplm @ 18:02
category: viaggi, nostalghia, fuzzy
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Ci sono dei locus che non lo sono. Ci sono dei posti che diventano dei posti più che fisici, mentali. Li si sogna. Li si vorrebbe conoscere, pietre, fili d'erba... piazze ed olmi... Posti che restano dentro di te, come posti reali, fatti di sogni senze parole... di descruizioni di una macchina che sfreccia sotto la pioggia e si ferma ad una piazzola e l'audio del cd a palla... o telefonino in una mano sterzo nell'altra e carabinieri davanti... Dei posti che hanno avuto delle forme dall'alto... che son stai viti dietro un vetro di un bus che sfrecciava... Dei posti che credevi sepolti nell'oblio di una piega... ma un afolata di vento fa riapparire... come ferita sanguinante... Ci son dei posti che sembra siano un film senza senso. Ci son dei posti dove gli attori son carnefici degli spettatori a loro volta carnefici... che massacro!

 

(vedere solo il video senza l'audio)

 

Vorrei conoscer l' odore del tuo paese,
camminare di casa nel tuo giardino,
respirare nell' aria sale e maggese,
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
parlando con me del tempo e dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,
come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
le strisce delle lumache nei loro gusci,
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...

Vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c'è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso d' un rabbuiarsi e del tuo gioire;
vorrei tornare nei posti dove son stato,
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
e per farmi da te spiegare cos'è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l' universo.
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona
o il mare di una remota spiaggia cubana
o un greppe dell' Appennino dove risuona
fra gli alberi un' usata e semplice tramontana

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...

Vorrei restare per sempre in un posto solo
per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo
impliciti dentro al semplice tuo camminare
e restare in silenzio al suono della tua voce
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso
dimenticando il tempo troppo veloce
o nascondere in due sciocchezze che son commosso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani,
giocare con te un eterno gioco proibito
che l' oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all' infinito

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io

lunedì, 14 gennaio 2008
author: plmplm @ 18:41
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...E allora vieni con me, amore,
sur grande raccordo anulare, che circonda la capitale,
e nelle soste faremo l'amore,
e se nasce una bambina poi la chiameremo: "rrrrrrrooooomaa"

all'uscita 25 c'è "a laurentinaaaaaa",
bruno l'infame ha cambiato gestione,
er prosciutto è più bono da sergio, dietro la piazza,
ma nun te fà lo scontrinoooooo
all'uscita dell'aurelia c'è: "casalotti-bocceaaaaaa",
fai la conversione e c'è er tabakki notturno,
se è chiuso giù ar controviale,
c'è er distributore che te frega er restoo,
er distributoreeeeee, ma te frega er restoooo.

...e allora vieni con me, amore, sur grande raccordo anulare,
che circonda la capitale,
e nelle soste faremo l'amore,
e se nasce una bambina poi la chiameremo: "rrrrrrrooooomaa"

all'uscita 29 c'è: "acilia-casal paloccooooooo",
dietro ar bar de enzo ce sta 'n centro commerciale,
dice tiziana che nun ce sta a mucca pazza,
ce sta er cartelloooooo, vatte a fidà,
sò boni tutti a mettece 'na scrittaaa,
sur cartellooo, sò boni tuttiiiiii
adesso c'è sabrina che lavora all'autogrill
dove faccio er pieno de benzina pe fà 'n metro sulla tiburtina,

e se nasce una bambina poi la chiameremo: "rrrrrrooomaaa"

all'uscita dar flamino c'è: "a cassia bisseeeeeeeeee",
pe via due ponti c'è 'n pezzo contromano,
mejo 'na murta dell'ingorgo,
c'è 'npo de ghiaia ce poi morì de vekkiaiaaaa

l'amore finisce sur grande raccordo anulare,
la storia finisce sur grande raccordo anulare,
il mondo finisce sur grande raccordo anulare..

ma pe' fortuna poi rientrà dar laurentinooooooooooo,
ce ripasso ar bretellone,
quello che nun hanno asfaltato, cor brecciolino,
non sai che voli che fai cor motorinooooo,
sur brecciolinoooooo

...e allora vieni con me, amore, sur grande raccordo anulare, che circonda la capitale,
e nelle soste faremo l'amore,
e se nasce una bambina poi la chiameremo: "rrrrrrrooooomaa"
er fratello lo chiamamo: "cuppoloneeeeeeeeeeeeeee"

me sò liberato, e ora sò tornato,
per cantare il raccordo anulare,
e con cinzia faremo l'amore.
e se nasce 'na bambina poi la chiameremo: "rrrrrrrroooooomaaa"

all'uscita 24 c'è, "santa palombaaaaaaaa",
dall'ardeatina c'è 'n travestito,
dice che j'hanno sbagliato l'ormone,
c'ha i baffi in fronteeee e vò un mijoneeee,
aho c'ha i baffi in fronteee, e vò un mijoneee

no la prima, no la seconda, a terza a destra,
a via dell'acqua bullicanteeeeee,
occhio all'incrocio, c'è er pizzardone,
quello co' la mania delle ganasce,
je le farei magnààà, quelle ganasceeeeee

se rientri da mentana c'è: " a bufalottaaaaaaa",
e se sente già a puzza dell'anieneeeeeeeee.
no la prima, no la seconda, no la terza, dalla quarta
poi pijà a circolareeeeeeee,
nun dì niente, devi solo obliterareeeeee!!
na-na-nananaaaa-nana-nannanaaaa
lunedì, 07 gennaio 2008
author: plmplm @ 20:58
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I dubbi dell'amore

Fiorella Mannoia

(E. Ruggeri - L. Schiavone)

Se una mattina io

mi accorgessi che con l'alba sei partito

con le tue valigie verso un'altra vita

riempirei di meraviglia la città

Ma forse dopo un po'
prenderei ad organizzarmi l'esistenza

mi convincerei che posso fare senza

chiamerei gli amici con curiosità

   

(e chissà chi altri... se ce ne saranno...)

e me ne andrei da qua



Cambierei tutte le opinioni

e brucerei le foto

con nuove convinzioni
mi condizionerei

forse ringiovanirei

e comunque ne uscirei
non so quando (quando)
non so come



Ma se domani io
mi accorgessi che ci stiamo sopportando

e capissi che non stiamo più parlando

ti guardassi e non ti conoscessi più

io dipingerei di colori i muri

e stelle sul soffitto

ti direi le cose che non ho mai detto

che pericolo la quotidianità
e la tranquillità

Dove sei, come vivi dentro?

C'è sempre sentimento
nel tuo parlare piano

e nella tua mano
c'è la voglia di tenere
quella mano nella mia

Tu dormi e non pensare
ai dubbi dell'amore
ogni stupido timore è la prova che ti do
e rimango e ti cerco
non ti lascio più
non ti lascio più

domenica, 23 dicembre 2007
author: plmplm @ 02:52
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vent'anni son passati... era cnr.it
vent'anni son passati in questo mare-oceano...
... in questo pantano senz'acqua pieno di fango.

Giovanbattista, Anna Maria, Angela, Anna, Giovanni, Nicola, Susanna, Lucia, Pier Francesco, Luisella, Carmine, Valeria, Maria Luigia, Federica, Abramo, Gioacchino, Giovanni...

ventitre anni son passati...


domenica, 02 dicembre 2007
author: plmplm @ 11:16
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"Non sono un cazzo di nessuno, io. Non servo a niente. Credevo di servire a qualche ragazza, ma non è... sono solo un pezzo di un paesaggio del cazzo. Ti fanno scopare... hanno delle sensazioni di merda. Ma non gliene frega un cazzo di me, non servo a nessuno... Mi sono chiuso dentro, non voglio più essere così, non posso essere nient'altro.
Ci stanno imbrogliando tutti quanti: se sei un tossico, un handicappato, un albanese il gruppo ti emargina, ti sbatte fuori, non puoi neanche iniziare la partita. Per loro non esisti nemmeno. Si accorgono di te solo quando ne fai una troppo grossa, e allora finisci in gabbia; se, invece, sei una persona normale sei già una vittima. Non scegli niente che non abbia già deciso il gruppo. Ogni gesto che fai è pensato per lasciare le cose così come stanno. Devi diventare intelligentissimo e sempre critico, oppure puoi mandare affanculo la società e andare a vivere sui monti. Ma io non ce la faccio, ho bisogno di certe comodità.
Alex, ci ho pensato come non avevo mai pensato a nient'altro: c'è una soluzione, ed è fare un salto fuori dal cerchio che ci hanno disegnato intorno ai piedi, smetterla di lottare per dei vantaggi del cazzo, negare tutto.
Alex, vecchia, sono a posto, è la prima volta che scelgo veramente, e scelgo forte e sereno.
Alex, ci stanno imbrogliando tutti, non lasciarti sottomettere.
Non dimenticarmi!"

Stamattina ho scritto una lettera... NON un sms, NON una e-mail... una LETTERA, non l'ho ancora imbucata, lo faro dopo aver rifatto il letto, fattomi la barba e la doccia... devo scendere... e l'imbucherò! Il francobollo in alto a sinistra, oppostamente!

Alle 18,30 andrò ad un concerto...

Spezzare lo scettro d'ebano torchiato d'oro in due pezzi!

Non hanno parole le brune vòlte dei monasteri, la pallida luce dei ceri trasparenti, il profumo eccessivo e pesante dell’incenso, la profonda voce dell’organo, le bige pietre sepolcrali; non han parola le fredde celle, il nudo e duro letto dove è scarso il sonno, il cilicio sanguinoso, le pagine distrutte dalle lagrime, i crocefissi distrutti dai baci; non han parola i volti ingialliti, gli occhi cerchiati di nero, i corpi consunti, ma rianimati sempre da una fiamma rinascente; non han parola le convulsioni spasmodiche, le allucinazioni, le estasi dolorose. Altrimenti storie meravigliose e drammatiche sarebbero narrate al mondo; altrimenti noi sapremmo tutta la vita delle tre sorelle; altrimenti noi sapremmo il giorno che finì la loro tortura.

Ma il giorno, che importa? Sappiamo noi se dopo non si ami ancora? Finisce, forse, l’amore? Noi non possiamo, non possiamo segnare il suo ultimo giorno, né la sua ultima parola.

lunedì, 19 novembre 2007
author: plmplm @ 19:05
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"Cerco qualcosa che non ci sarà mai.
Cerco qualcosa che non è alla mia portata.
Cerco qualcosa che forse non è nemmeno a conoscenza delle mie lacrime notturne aggrappata al calore di un cuscino.
Cerco e cerco di nuovo.
Mi perdo, mi trovo, mi sento in gabbia, come se per me soffrire equivalesse ad amare.
L'apatia quotidiana si unisce ai miei sogni, mi rende cosciente, mi rende la vita più facile.
Siamo sempre alle solite.
Non ho quel che vorrei, forse non potrò mai averlo.
Ho paura, ho tanta paura.
Di soffrire, sbagliare, cadere per poi non risalire più.
Questa non è la mia vita, questa vita non ha speranza, questa vita non ha pianti di felicità ,questa vita la vedo grigia, questa vita NON LA VOGLIO.
Quel piccolo raggio di luce si è spento, poco a poco, mi ha lasciata da sola, incapace di aspettare quel qualcosa che riporterà il calore dentro di me.
E queste parole che non sanno venir fuori.
Io non resisto più.
STACCO, QUANDO NON NE POSSO PIU', PARTO, E' LA MUSICA CHE MI PORTA AL LARGO.
Stacco quando non ne posso più, lascio che l'ansia scivoli giù."
 
Quanto c'ha di sleep e di teen questa citazione? Ed è solo una citazione di una citazione? Una specie di yin-yang  senza inizio nè fine? Un ουροβóρος... ma senza neppure la corona sul capo, o l'abbozzo delle gambe... senza lingua nè occhi... senze neppur poter ribellarsi a ciò a cui si è condannati, senza appello, senza difesa, senza espiazione... senza esser normali, banalmente normali... straordinariamente normali!!!
 
Quando come un coperchio il cielo pesa
grave e basso  sull'anima gemente
in preda a lunghi affanni, e quando versa
su noi, dell'orizzonte tutto il giro
abbracciando, una luce nera e triste
più delle notti; e quando si è mutata
la terra in una cella umida, dove
se ne va su pei muri la Speranza
sbattendo la sua timida ala, come
un pipistrello che la testa picchia
su fradici soffitti; e quando imita
la pioggia, nel mostrare le sue striscie
infinite, le sbarre di una vasta
prigione, e quando un popolo silente
di infami ragni tende le sue reti
in fondo ai cervelli nostri, a un tratto
furiosamente scattano campane,
lanciando verso il cielo un urlo atroce
come spiriti erranti, senza patria,
che si mettano a gemere ostinati.
E lunghi funerali lentamente
senza tamburi sfilano né musica
dentro l'anima: vinta, la Speranza
piange, e l'atroce Angoscia sul mio cranio
pianta, despota, il suo vessillo nero.
 
E possibile andare avanti senza conoscere la meta? E senza conoscere la "pancia" di quello che si sta facendo?... Senza la "mente"? O il "cuore"?... Farlo per inerzia... come uno strummolo impazzito... con la funicella appezzottata... come è la mia "funicella" parchale!
Si ha paura... Una paura che immobilizza... una paura che fa più danni dell'oggetto stesso della paura... Una paura che è vile, sanguinaria, atroce, cattiva, viscida, doppia... crudelmente reale nella sua virtualità!
Eppure c'è chi ha vissuto la SUA vera paura in modo diverso...:

Victor Jara

Estadio Chile

(ante 16 de septiembre de 1973)

Somos cinco mil
en esta pequeña parte de la ciudad.
Somos cinco mil
¿Cuántos seremos en total
en las ciudades y en todo el país?
Solo aquí
diez mil manos siembran
y hacen andar las fabricas.

¡Cuánta humanidad
con hambre, frío, pánico, dolor,
presión moral, terror y locura!

Seis de los nuestros se perdieron
en el espacio de las estrellas.

Un muerto, un golpeado como jamas creí
se podría golpear a un ser humano.
Los otros cuatro quisieron quitarse todos los temores
uno saltó al vacío,
otro golpeándose la cabeza contra el muro,
pero todos con la mirada fija de la muerte.

¡Qué espanto causa el rostro del fascismo!
Llevan a cabo sus planes con precisión artera
Sin importarles nada.
La sangre para ellos son medallas.
La matanza es acto de heroísmo
¿Es éste el mundo que creaste, dios mío?
¿Para ésto tus siete días de asombro y trabajo?
en estas cuatro murallas sólo existe un numero
que no progresa,
que lentamente querrá más muerte.

Pero de pronto me golpea la conciencia
y veo esta marea sin latido,
pero con el pulso de las máquinas
y los militares mostrando su rostro de matrona
llena de dulzura.
¿Y México, Cuba y el mundo?
¡Qué griten esta ignominia!
Somos diez mil manos menos
que no producen.

¿Cuántos somos en toda la patria?
La sangre del compañero Presidente
golpea más fuerte que bombas y metrallas
Así golpeará nuestro puño nuevamente

¡Canto qué mal me sales
Cuando tengo que cantar espanto!
Espanto como el que vivo
como el que muero, espanto.
De verme entre tanto y tantos
momentos del infinito
en que el silencio y el grito
son las metas de este canto.
Lo que veo nunca vi,
lo que he sentido y que siento
hará brotar el momento...

Victor Jara

Stadio Cile

(prima del 16 settembre 1973)

Siamo in cinquemila,
In questa piccola parte della città.
Siamo in cinquemila.
Quanti siamo, in totale,
Nelle città di tutto il paese?
Solo qui
Diecimila mani che seminano
E fanno marciare le fabbriche.

Quanta umanità
In preda alla fame, al freddo, alla paura, al dolore,
Alla pressione morale, al terrore, alla pazzia.

Sei dei nostri si son perdi
Nello spazio stellare.

Uno morto, uno colpito come non avevo mai creduto
Si potesse colpire un essere umano.
Gli altri quattro hanno voluto togliersi
Tutte le paure
Uno saltando nel vuoto,
Un altro sbattendosi la testa contro un muro,
Ma tutti con lo sguardo fisso alla morte.

Che spavento fa il volto del fascismo!
Portano a termine i loro piani con precisione professionale
E non gl'importa di nulla.
Il sangue, per loro, son medaglie.
La strage è un atto di eroismo.
È questo il mondo che hai creato, mio Dio?
Per tutto questo i tuoi sette giorni di riposo e di lavoro?
Tra queste quattro mura c'è solo un numero
Che non aumenta.
Che, lentamente, vorrà ancor più la morte.

Ma all'improvviso mi colpisce la coscienza
E vedo questa marea muta
E vedo il pulsare delle macchine
E i militari che mostrano il loro volto di matrona
Pieno di dolcezza.
E il Messico, Cuba e il mondo?
Che urlino questa ignominia!
Siamo diecimila mani
In meno che producono.

Quanti saremo in tutta la patria?
Il sangue del Compagno Presidente
Colpisce più forte che le bombe e le mitraglia.
Così colpirà di nuovo il nostro pugno.

Canto, che cattivo sapore hai
Quando devo cantar la paura!
Paura come quella che vivo,
Come quella che muoio, paura.
Di vedermi fra tanti e tanti
momenti di infinito
in cui il silenzio e il grido
sono i fini di questo canto.
Ciò che ho sentito e che sento
Farà sbocciare il momento...

Come un nome che diventa sinonimo di morbosità del "vero" o del "verosimile"... comunque del VERO, che è quello detto e moltiplicato senza sapere... dato in pasto... digerito e cagato... come se fosse "cosa" da mangiare per un sostentamento necessario...
Senza sapere a cosa possa servire QUELLA verità... se non a soddisfare "fami" solitarie...  come tenia viperina...
Una AMANDA, americana (non ameriKKKana) anch'ella... un massacro anch'esso...
 

TE RECUERDO AMANDA

(Victor Jara - 1968)

Te recuerdo Amanda

la calle mojada
corriendo a la fábrica
donde trabajaba Manuel.

La sonrisa ancha
la lluvia en el pelo
no importaba nada
ibas a encontrarte con él
con él, con él, con él
son cinco minutos
la vida es eterna
en cinco minutos
suena la sirena
de vuelta al trabajo
y tu caminando
lo iluminas todo
los cinco minutos
te hacen florecer.

Te recuerdo Amanda

la calle mojada
corriendo a la fabrica
donde trabajaba Manuel.
La sonrisa ancha
la lluvia en el pelo
no importaba nada
ibas a encontrarte con él
con él, con él, con él

que partió a la sierra
que nunca hizo daño
que partió a la sierra
y en cinco minutos
quedó destrozado
suena la sirena
de vuelta al trabajo
muchos no volvieron
tampoco Manuel.

Te recuerdo Amanda

la calle mojada
corriendo a la fábrica
donde trabajaba Manuel.

TI RICORDO AMANDA

(Victor Jara - 1968)

Ti ricordo Amanda

la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel.

Il sorriso aperto
la pioggia nei capelli
non importava niente
correvi a incontrarti
con lui, con lui, con lui
sono cinque minuti
la vita è eterna
in cinque minuti
suona la sirena
si torna al lavoro
e tu camminando
illumini tutto
quei cinque minuti
ti hanno fatto fiorire.

Ti ricordo Amanda

la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel.
Il sorriso aperto
la pioggia nei capelli
non importava niente
correvi a incontrarti
con lui, con lui, con lui

che partì per la sierra
che non aveva fatto niente
che partì per la sierra
e in cinque minuti
è morto ammazzato
suona la sirena
si torna al lavoro
molti non tornano
neanche Manuel.

Ti ricordo Amanda

la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel.


 

in un canto dove la voce di una donna diventa espressione di quello che si vuole sibilare in un orecchio per far arrivare direttamente DENTRO quel che si vuol gridare e che neppure un sibilìo di voce riesce a far muovere nell'aria oramai tetra e putrida...

Sto qui, senza poter NEPPURE fuggire...

aspettando una fine solo fisica!

mercoledì, 31 ottobre 2007
author: plmplm @ 11:28
category: viaggi, teatro, nostalghia, fuzzy, incitamenti
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Ormai l’inverno del nostro travaglio
s’è fatto estate sfolgorante ai raggi di questo sole

 

 

PERFECT DAY (Lou Reed)

Just a perfect day
drink Sangria in the park
And then later
when it gets dark, we go home

Just a perfect day
feed animals in the zoo
Then later
a movie, too, and then home

Oh, it's such a perfect day
I'm glad I spend it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging on

Just a perfect day
problems all left alone
Weekenders on our own
it's such fun

Just a perfect day
you made me forget myself
I thought I was
someone else, someone good

Oh, it's such a perfect day
I'm glad I spent it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging on

You're going to reap just what you sow [x4]

GIORNO PERFETTO (Lou Reed)

Solo un giorno perfetto
Bevendo sangria nel parco
E poi, più tardi
Quando fa buio, andiamo a casa

Solo un giorno perfetto
dar da mangiare agli animali allo zoo
E poi, più tardi
un film, e poi casa

Oh, è talmente un giorno perfetto
Sono contento di averlo passato con te
Oh, è talmente un giorno perfetto
Tu mi fai resistere e andare avanti
Tu mi fai resistere

Solo un giorno perfetto
I problemi sono lasciati soli
Turisti per conto nostro
E' così divertente

Solo un giorno perfetto
Mi hai fatto dimenticare me stesso
Pensavo di essere qualcun altro,
qualcuno valido

Oh, è talmente un giorno perfetto
Sono contento di averlo passato con te
Oh, è talmente un giorno perfetto
Tu mi fai resistere e andare avanti
Tu mi fai resistere

Raccoglierai ciò che hai seminato [x4]

 

another perfect day

so i might try to leave it all behind
i know tommorow's not so bright now
i'll say goodbye cause nothing good can last
(you wear and figured, no where fast)
and today i don't know how too keep it all inside
but i guess i'll let it slide

un altro giorno perfetto

così dovrei provare a lasciarmi tutto dietro
so che il domani non è cosi chiaro ora
dirò addio perché niente di buono può durare
(tu sparisci e ricompari, non sei mai in un posto fisso)

 

 

 

e oggi non so come tenermi tutto dentro
ma credo che lascerò correre

una rosa bianca, una rossa... un cavallo che non c'è... un regno in fumo... il sangue che sgorga già cristallizzato e nero come polvere... un barattolo di Effervescente Brioschi... una canzone quasi da testamento, al matrimonio ed al funerale. giorni perfetti, altri giorni perfetti.

un sottile filo che lega, con-giunge...

You're going to reap just what you sow

Raccoglierai ciò che hai seminato

quasi una filiera senza controlli di qualità. e giorni "perfetti" che scorrono in un countdown, che chissà se conta il tempo passato o quello a venire. un posto vale l'altro alla fine. hub uguali, connessioni lowcost per connessioni senzaprezzo. e mastercard non può tutto! lasciar correre come il cavallo che chiede Riccardo...

"Ma io, che non son tagliato per gli ameni spassi, né per corteggiare un amoroso specchio, io che, uscito da un rude stampo, manco della maestà dell'amore per pavoneggiarmi dinanzi a una molleggiante ninfa; io, che sono privato di questa bella simmetria, frustrato di sembianza dalla Natura che sì mi dispaia, deforme, incompiuto, anzi tempo inviato in questo spirante mondo, appena plasmato a mezzo, e pur questo in modo così monco e contraffatto... E così, dacché io non posso far l'innamorato per intrattenere questi bei giorni soaveloquenti, son risoluto a dimostrarmi uno scellerato, ed a colpir col mio odio i frivoli piaceri di questi giorni. Trame ho ordito, perigliosi inizi, con profezie, calunnie e sogni d'ubriaco, per aizzare l'un contro l'altro in odio mortale...  Pensieri, inabissatevi giù nell'anima mia!"