venerdì, 28 settembre 2007
author: plmplm @ 16:52
category: politica, incitamenti
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Per la


BIRMANIA!











Un sit-in promosso


dall'Amministrazione Comunale di Napoli


in segno di solidarietà


verso il Popolo Birmano


si terrà oggi, alle 17:30,


davanti alla sede


del Consiglio Comunale di Napoli


in Via Giuseppe Verdi


(vicino Piazza Municipio).






 


kam.bha ma.kye / mran.ma prany /


































E ricordiamoci che oggi


28 SETTEMBRE


ebbero inizio


LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI


alla cui conclusione


le truppe d'occupazione naziste


furono sconfitte e cacciate dalla Città


dalla sua Popolazione!




martedì, 25 settembre 2007
author: plmplm @ 13:06
category: viaggi, nostalghia, fuzzy, incitamenti
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FATTI UN PIANTO






























(Lucio Battisti)






























Dal monte ventoso dei miei sentimenti















sfoglio all'aria una rosa ricettario















l'inizio è già indiziario: (<.Lei si sciolse















e poi si tolse lo chignon"















E calva d'amore. lustro sguardo da biliardo















boccia sul tappeto il suo pallino















E. ((La stecca del peccato"















C'è tanta nuda verità















Fatti un pianto (o ..)















Fatti un pianto (o.. )















Da un chilo di affetti un etto di marmellata















Se sbatti un addio c'esce un'omelette















Le cosce dorate van fritte















Coi sorrisi fai croquettes















E tu dici ancora che non parlo d'amore















Batte in me un limone giallo basta spremerlo















Con lacrime salate agli occhi tuoi















ben condita amata t'ho















Dai piangete (o ..)















Dai cantate (o ..)















E dai che ne ho sete















Parole d'amore .















Grosse lacrime sciocche















Sono uova alla coque















E dai e dai (o. . )















Fatti un Pianto















Lacrimoni che sono lenzuola (o.. )















Da strappare da calare giù















Fatti un pianto















E li perdutamente















qualcuno che ti sfugga















o che salga su















Per intanto qualche vento















qualche tentativo fa
















 
















40 minuti, tra singhiozzi e pianti... tra grida che non uscivano e sfogi delicatissimi... richieste d'aiuto e parole d'infinito amore... pianto
















pianto tutto me ne vado.
















pianto infinito
















pianto che si vorrebbe interrotto
















pianto un seme
















pianto oramai neppur bagnato
















che posso fare? che ho fatto? che potrò fare? stavo lì col telefono tra le mani attaccato all'orecchio. sentivo TUTTO il dolore. tutta la tragedia di un qualcosa che si sta strappando... sentivo il runore d'incrinamento di strappp, potevo vedere le fibre che s'allungavano fino allo spasmo... e cosa ho potuto fare? NULLA...
















nulla... nulla... il dolore infinito di non voler gettare la spugna. il dolore estremo di vedere tutto travolto. il dolore! stavo lì impietrito... a dir stupidi monosillabi... a pronunciare sibilando un nome travolto dai singhiozzi... cazzo ci sarebbe tempo e voglia di puntellare e ricostruire! perchp non lo fa? perchè pare non voglia farlo? eppure non è una prigione. l'ha letto... quelle parole mai dette a nessuno. pensate, masticate, digerite e scritte scritte fitte su un foglio bianco. per non sentir male; nei due sensi.
















impotente. quasi assuefatto. non provavo dolore. eppure dovevo, avrei dovuto. intimamente mi sussurravo... succede. e si diventa come me. vivo ancora. respiro mangio scrivo leggo guardo ascolto tocco dormo, sogno perfino...
















eppure avrei voluto far o dir qualcosa. NON accettare di sclerotizzarti. non ne vale la pena... ed invece? muto... ad arginare come il Vajont quella valanga di singhiozzi e di pianto.
















la porta sbattuta. e l'oggetto lasciato lì.  volutamente? volutamente! volutamente. volutamenteee e poi la porta una mano l'afferra. non era volutamente! avrà un significato? lo avrà? di simboli e segni... l'ha preso stretto impugnato... significherà qualcosa???
















ed io lì. muto impietrito... a sperare di ascoltare qualcosa. quella voce...
















pianto. tu... io non so se ci riuscirò. naturalmente qualcosa finirà. tranciata, che non è naturalmente poi... la vita del barbùn non sa farla. ci prova nel peggior dei modi. il barbùn è tenace. qui solo un suicidio. qualcuno resterà. impietrito oltre me.

prova-prova

ri-priva

 

sabato, 22 settembre 2007
author: plmplm @ 19:53
category: politica, fuzzy
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'IND 'O RION' – NEL RIONE

(Co'sang)

 

Ritornello :

 

ci trovi nel rione

non mi sento bene mamma

che mi succede

i fratelli miei lo fumano ancora

e nelle frasi nostre la rivoluzione

questo e' lo suono nuovo

lo sai che e' malammore

 

Prima strofa 'Nto':

 

si… fuori le macchine fumando sopra i cofani

prima di lavorare il microfono

le cose grandi a chi ci prova

le troie a chi se le trova

luca produce

e nelle strofe i poveri e i giorni infami che ti fanno muovere

se e' del rione chi sta dentro veste bene

la moglie spende e si pompa il ragazzo che vende

nel rione e non sai chi e' vero

ti offro un taglio dal barbiere e poi ti rubo

trema mentre stringe il ferro in testa tiene l'ombra

fratelli contro fratelli

mettiti pure una mano in fronte

ma l'altra la devi alzare

come la testa di chi porta le notizie

questo mondo zoppo non si prende il meglio di noi…

 

'O 'Luche' :

 

butta l'acqua perche' l'aria e' piena di rabbia fra'

sono fratelli incatenati

la vita scorre davanti agli occhi mentre fuggi fra'

ed io sto qua mescolando caffe'-latte cappuccino

femmine ridono

e' la testa mia che non cammina

io sono cresciuto con chi impenna e cambia le marce con le mani

sempre vestiti firmati

senza bisogno dei padri

ed adesso

ci vedi nelle macchine con le ruote piu' grosse delle nostre teste

e fanno finta se non ci guardano

ma non sono il classico piscione di Napoli

che si sente a D'Alessio e dopo fa gli occhi cattivi

io li schifo a tutti quanti e tutta la coca che si tirano ai matrimoni

io ci sono stato dove si uccide l'arte

rappresento la vita vera

quella con le mani sulle ringhiere

dove il piacere si misura a strisce

ammirazione per chi e' ricco senza rischi

la strada come ispirazione per fare i dischi

 

Ritornello:

 

ci trovi nel rione

non mi sento bene mamma

che mi succede

i fratelli miei lo fumano ancora

e nelle frasi nostre la rivoluzione

questo e' lo suono nuovo

lo sai che e' malammore

 

'O 'Luche' :

 

qui si abbina la cintura con la 9x21

i cellulari squillano

facce di 40 anni tirano a quanto costa costa

li vedi sotto agli occhi

la roba scava

la strada ha dato un altro esame e a noi non sembra strano

e mano e mano

con i figli nostri

si fanno uomini prima di farsi grandi

e questa sai che va a ciro

io mo sto qua con il phono in mano

aspettando che il sangue evapori

guardando i conti entrare

e tutti i miei fratelli

prima impennano poi muoiono e si bruciano

ed intanto le nostre rime suonano

ci mandano 1.500 poliziotti in piu'

non fermano a nessuno di noi

perche' la fame urla

a petto nudo so che la pace e' un'utopia

per questo porto la rabbia per strada

per questo le tarantelle si mangiano la faccia mia

ed io non sono stanco

e piu' me ne danno e piu' mene prendo

 

'Nto' :

 

invidia rode

e la medicina e' la musica

tu che mi dici

io cresco muscoli e venerdì e carico senza tabacco

senza un abbraccio la faccio bagnare

bambini si fanno uomini con le tasche piene

chi e' di qua sa cos'e'

chi lo vorrebbe essere ci fa vedere quanti complessi ha

copia l'accento delle case popolari

con altre consonati e altre vocali

stai male dopo otto bottiglie

la gente nostra della Germania vuole il meglio

pochi bagagli e soldi nelle buste di plastica

bravi ragazzi

fottono lo stato con i cappotti falsi

ma senza botte

e' tutto a posto oggi la vita costa

ti vedono elegante

ti tengono in gola

sono ridicoli non dico i loro nomi

comunico non giudico

l'amore e' l'unico che odora ancora

e si perde nel rione

 

Ritornello:

 

ci trovi nel rione

non mi sento bene mamma

che mi succede

i fratelli miei lo fumano ancora

e nelle frasi nostre la rivoluzione

questo e' lo suono nuovo

lo sai che e' malammore

 



Solo uno "sbaglio" di Dio... Gomorra... una delle 5 città della pianura... Dio volle colpire Sodoma e se la prese anche con Gomorra, non si sa mai! Guerra preventiva! Danno collaterale!


Questo Stato, la "Repubblica Italiana", che non c'è, ovvero c'è nel modo peggiore che possa esserci, e c'è un Altro-Stato (si badi bene NON Anti-Stato!), "'o Sistema", ed anch'esso nel modo peggiore che possa esserci!


E poi TUTTI i lacchè d'ordinanza. Tutti i baciapile e servi dei servi dei servi... in un infinito "Fuehrerprinzip" autoscusante ed autoreferenziale...


Nel rione... nei rioni, da Pazzigno a Luzzati, da Monterosa alla Siberia, dalla Sanità a Forcella, da Traiano al Buvero... dal Vomero a Posillipo, da Chiaja all'Arenella... TUTTI, nessuno escluso, che sia fedele (nel senso ITALIANO del termine "fedeltà" all'Istituzione...) all'uno o all'altro Stato, pratica il "Fuehrerprinzip". Obbedendo garibaldinamente all'azione brontiana o al silenzio massonico...


Perfino i Grilli parlanti entrano in questo minuetto! Funzionali al tutto. E non sono novelli Giannini... chi lo dice lo fa strumentalmente, travisando sia la storia sia la poca memoria rimasta.


Nelle foto, che potete vedere nell'altro mio blog, ci sono anche di omicidi di 14enni, o eseguiti DAVANTI al portone principale del Carcere di Poggioreale... davanti alle pattuglie dell'Esercito che presidiavano, fucili mitragliatori da guerra spianati, il Napoletano nell'Operazione "Partenope"...

mercoledì, 19 settembre 2007
author: plmplm @ 18:36
category: viaggi, nostalghia, thinspiration, fuzzy, incitamenti
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Oggi è il 19 Settembre... già. Un mercoledì. Eppure qui, a Napoli è festa! Anzi è una Festa: San Gennaro! Stamattina ho deciso. Vado. Aggià verè 'o miracl'! Arrivo a Via Duomo, stracolma di bancarellame da infima fiera strapaesana... cazzo ma un po' di tradizionalità? No, eh?!?! La folla che si accalca alla bancarella dello sbuccia melanzane, dello scava zucchine, dello spremi limoni dal di dentro, della pietra abrasiva che però non abrade l'antiazzeccamient' rint' 'e padelle... GRRRRR... teng' pur' io 'o sang' che BOLLE! Vabbuò... tiramm' annaz'! Arrivo al Duomo... folla davanti, folla sul sagrato, folla nel vestibolo, folla nelle navate, folla nel transetto, folla sull'altare... OVUNQUE una calca sudaticcia... e turisti, e Cavalieri di San Gennaro, ed immigrati, e infermieri dell'Ordine di Malta, e Polizia, e notabili, e popolani... cammurrist' compresi! Istituzionali e non...

Dentro il Duomo di Napoli 19.09.2007

S'alza il fazzoletto, sventolio... 'O MIRACL'... è fatto! Non è durata tanto la preghiera, è stato benevolo San Gennaro oggi... nun s'è fatt' prià tant'! Buon auspicio! Così... E'! L'applauso liberatorio, m'incupisce.

 Il Busto e la Teca del Sangue di San Gennaro

La Teca del Sangue di San Gennaro

Nun 'ncestà pop' nnient' 'e sta' felici! Eppure... eppure il rito pagano, ma senza memoria, resiste: nuovo patto rinsaldato tra i poteri della Città! Serve! Serve pecchè non pò andare avanti per molto la guerra per le piazze di spaccio. Si perdono troppi soldi. I "vecchi" lo sanno, i "giovani" non sanno il valore dei soldi e fann' 'e guapp' 'e cartun'! Ma cumann'n lloro! Pecchè o' Crucc' arriverà a benedicere tutt' quant' fra poc'! Pecchè il nostro Ciriaco è il nuovo che aspettavamo. Come la guerra del posteggio.. ed i posteggiatori si spartn' tra abusivi e quelli che non ci son più (preferisco i secondi, peccato che son scomparsi!)... Come il successore di Totonno l'Afravules' sarà il nostro sempre ben amato San Giulio "Pinocchio". Si sa... a caval "donato" non si guarda 'mmocc'!

Esco, nauseato per il Rito Cattolico, rinfrancato da quello che pochi oramai percepiscono, quello Pagano... ma quello che coglie le sfumature... Fuori venditori di Pullecenelli dint' 'o cuppetiello mi fanno ritornare indietro con gli anni...

‘O  Pullecenella dint

Suono di trumbettell' scuncicate, che significa tanto. Me lo sono accattato! Oggetto "misterico", come lo è "scicchegnac' rint' 'a bbotteglia"... ma chi ci fa caso, oramai? Serve "solo" a ffa' ammujna adesso! Eppure s'accatta... e si cede al bimbo... Ah, la memoria, le memorie, se solo si conservasse la memoria storica e non rimanesse soltanto l'atto senza significato...

'O Miracl' c'è stato. Per tutti.

E per un attimo anche per me...

Guardavo il mio "giocattolo" rigirandolo tra le mani e vedo sott'occhio Raffaele! Oddiooo, era una vita che non ci vedevamo... abitavamo a 50 metri di distanza, avevamo fatto azioni politiche insieme... quante notti a parlare ed a fare... Lui "emigrò"... per fare "fortuna" come disse... e stava lì, adesso, davanti a me! Direttamente da Londra, a guidare una troup di History Channel a riprendere 'o Miracl'! "Ma me li fanno tutt' quant' rint' 'i vic'!! Ti prego accompagnami... così parlamm' pur' nu poc'!" - "Ma l'hai portati ai Mannesi?" - "No, il tempo è poco..." - "Eh già.. e 'a paperella..." - "Vabbuò portiamoceli, tant' 'sta acca' ddret'!"...

Quante affinità: il sangue, l'"incontro" tra i poteri, il "sacrificio", il "mistero"... i cani, gli scorpioni... quante affinità con 'o Miracl'... e perfino... con il berretto di Pulcinella...

mercoledì, 19 settembre 2007
author: plmplm @ 17:33
category: viaggi, nostalghia, thinspiration
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O que for, há-de ser!
(Dulce Pontes)

Ai seja o que for
que o amor me traga,
sei que é Primavera neste Inverno;
Ver que o olhar
é de pequenas rugas e de flores,
tão terno...
Sonhar seu beijo na fronte,
a luz no horizonte,
como o primeiro raio de sol.
Sentir por dentro da calma
a paz e a alma dos que não estão sós.

Linda ciranda
ciranda linda,
gira que gira e torna a girar;
Quando eu morrer
oh ciranda linda, deixa um luzeiro
para que o possa ver!

E sempre á volta a girar,
sempre em volta, no ar
de alma solta a te amar.
Para sempre girar,
sempre envolta no ar,
meu amor, meu amor,
o que for, há-de ser!

Che cosa sarà, sarà!
(Dulce Pontes)
 
Qualunque sarà
quell'amore me trasporta,
so che è Primavera questo Inverno;
Per vedere gli occhi
essere delle rughe e dei fiori,
così offrire...
Al sogno dei tuoi baci su me,
una luce all'orizzonte,
come il primo raggio del sole.
Sentire dentro la calma
la pace e l'anima di quando si è soli.

Bel girotondo,
girotondo bello,
gira che gira che torna a girare;
Quando muoio
oh girotondo bello, lascia una luce
per me che possa vederlo!

E sempre voltandosi a girare,
sempre voltantosi, nell'aria
con un'anima libera d'amarti.
Per sempre girare,
incurvando nell'aria,
il mio amore, il mio amore
che cosa sarà, sarà!

 

 

 

sabato, 15 settembre 2007
author: plmplm @ 20:35
category: nostalghia, incitamenti
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More Than Words (Extreme) 

Saying I love you
Is not the words I want to hear from you
It's not that I want you
Not to say, but if you only knew
How easy it would be to show me how you feel
More than words is all you have to do to make it real
Then you wouldn't have to say that you love me
Cos I'd already know

What would you do if my heart was torn in two
More than words to show you feel
That your love for me is real
What would you say if I took those words away
Then you couldn't make things new
Just by saying I love you

More than words

Now I've tried to talk to you and make you understand
All you have to do is close your eyes
And just reach out your hands and touch me
Hold me close don't ever let me go
More than words is all I ever needed you to show
Then you wouldn't have to say that you love me
Cos I'd already know

What would you do if my heart was torn in two
More than words to show you feel
That your love for me is real
What would you say if I took those words away
Then you couldn't make things new
Just by saying I love you

More than words
Più Delle Parole (Extreme)

Dire ti amo
Non sono le parole che vorrei sentire da te
Non è che ti voglio
Non sono cose da dire, ma se solo sapessi
Come sarebbe facile mostrarmi cosa provi
Più delle parole è quanto devi fare per renderlo reale
Così non dovrai dirmi che mi ami
Perché lo saprei già

Che faresti se il mio cuore fosse strappato in due
Più che parole da mostrare senti
Che il tuo amore per me è reale
Che diresti se togliessi quelle parole
Allora non potresti fare nuova ogni cosa
Solo dicendo ti amo

Più delle parole

Ora ho provato a parlarti e farti capire
Non devi far altro che chiudere gli occhi
allungare le mani e toccarmi
Tienimi stretto non lasciarmi mai
Più delle parole è ciò che ho sempre avuto bisogno tu mi mostrassi
Così non dovrai più dirmi che mi ami
Perché lo saprei già

Che faresti se il mio cuore fosse strappato in due
Più che parole da mostrare senti
Che il tuo amore per me è reale
Che diresti se togliessi quelle parole
Allora non potresti fare nuova ogni cosa
Solo dicendo ti amo

Più delle parole
 
quante parole inutili e quante parole al vento. scritte o non dette. pensate e gridate dentro. quanto ciarlare senza che si capisse mai nulla. quanto blabla per parafrasare. quanti fraintendimenti. quanti silenzi assordanti e discussioni mute...
aver bisogno di dimostrare quel qualcosa che troppe parole hanno affossato, che troppi silenzi hanno sviato.
ricordo ancora quell'album, pornograffiti... e ricordo lunghe discussioni d'estetica su questo testo...
non ricordo più tante altre cose... volutamente.
martedì, 11 settembre 2007
author: plmplm @ 11:51
category: viaggi, nostalghia
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Have you ever heard two turtle doves
bill and coo when they love?
That's the kind of magic
music we make with our lips
when we kiss.

And there's a weepy old willow,
he really knows how to cry.
That's how I'd cry in my pillow
if you should tell me farewell and goodbye.

 

ma si viaggia come uccelli,

fuori da una gabbia ti becca una fucilata.

SEMPRE.

 

giovedì, 06 settembre 2007
author: plmplm @ 22:08
category: nostalghia, fuzzy, incitamenti
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OVUNQUE PROTEGGI
(Vinicio Capossela)

Non dormo, ho gli occhi aperti per te.
Guardo fuori e guardo intorno.
Com'è gonfia la strada
di polvere e vento nel viale del ritorno...


Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l'angolo del cielo
dov'è scritto il tuo nome,
è scritto nel ferro
nel cerchio di un anello...

E ancora mi innamora
e mi fa sospirare così.
Adesso e per quando tornerà l'incanto.

E se mi trovi stanco,
e se mi trovi spento,
sei meglio già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me.

I vecchi già lo sanno il perché,
e anche gli alberghi tristi,
che il troppo è per poco e non basta ancora
ed è una volta sola.

E ancora proteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà l'incanto.
L'incanto di te...
di te vicino a me.

Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore,
freddo nel sole
e non bastan le parole.

Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato.
Se non ci sono stato,
se non sono tornato.

Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
adesso e per quando tornerà il tempo...
Il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.

In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell'amore.

Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.

Ovunque proteggi, proteggimi nel male.
Ovunque proteggi la grazie del tuo cuore.

A. prima lettera: A. A privativa. A che può esser capita B. cosa fatta capo hA. i'm A1. serie A. A come DO. quante cose da dire... quante cose che non sono neppure spuiegabili e capibili... 

giovedì, 06 settembre 2007
author: plmplm @ 16:48
category: viaggi, nostalghia
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GENOVA PER NOI
(Paolo Conte)

Ma quella faccia un po' così
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
e ogni volta ci chiediamo se quel posto dove andiamo
non c'inghiotta e non torniamo più.

Eppur parenti siamo un po'
di quella gente che c'è là
che come noi è, forse, un po' selvatica,
ma, la paura che ci fa quel mare scuro
che si muove anche di notte, non sta fermo mai.


Genova per noi
che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e resto è pioggia che ci bagna.
Genova, dicevo, è un'idea come un'altra.
Ah, la la la la la la

Ma quella faccia un po' così
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
come ogni volta l'annusiamo
e circospetti ci muoviamo
un po' randagi ci sentiamo noi.

Macaia, scimmia di luce e di follia,
foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia...
e intanto, nell'ombra dei loro armadi
tengono lini e vecchie lavande
lasciaci tornare ai nostri temporali
Genova ha i giorni tutti uguali.

In un'immobile campagna
con la pioggia che ci bagna
e i gamberoni rossi sono un sogno
e il sole è un lampo giallo al parabrise...

Ma quella faccia un po' così
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi che abbiamo visto Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c'inghiotte e non torniamo più.

Andare a Genova, non per dirsi un "ciao", questa volta...
... una farinata con occhi azzurri e capelli biondi...
... l'odore di cloro e di Pechino...

ed i colori di una tavolozza:
... Pinky... e BlackSheep... di 1°, 2° e 3° generazione...

e ogni volta ci chiediamo se quel posto dove andiamo
non c'inghiotta e non torniamo più.

martedì, 04 settembre 2007
author: plmplm @ 21:50
category: nostalghia
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"Non è l'amore che va via"
(Vinicio Capossela)

Vai vai
tanto non è l'amore che va via
Vai vai
l'amore resta sveglio
anche se è tardi e piove
ma vai tu vai
rimangono candele e vino e lampi
sulla strada per Destino

Vai vai
conosco queste sere senza te
lo so, lo sai
il silenzio fa il rumore
de tuoi passi andati
ma vai, tu vai
conosco le mie lettere d'amore
e il gusto amaro del mattino

Ma
non è l'amore che va via
il tempo sì
ci ruba e poi ci asciuga il cuor
sorridimi ancor
non ho più niente da aspettar
soltanto il petto da uccello di te...
soltanto un sonno di quiete domani...

Ma vai, tu vai
conosco le mie lettere d'amore
e il gusto amaro del mattino

lo so lo sai
immaginare come un cieco
e poi inciampare
in due parole
a che serve poi parlare
per spiegare e intanto, intanto noi
corriamo sopra un filo, una stagione,
un'inquietudine sottile.

Ma,
non è l'amore che va via
il tempo sì,
ci ruba e poi ci asciuga il cuor
sorridimi ancor
non ho più niente da aspettar
soltanto il petto da uccello di te...
soltanto un sonno di quiete domani...

 

Ancora parole... che scorrono. si fissano sul nero. si perdono nel tempo. che si scolpiscono dentro. sanguinando, oramai, solo grumi.  

dovrei rinnovare la "lettera"... chiudere le cose rimaste insospeso, pagare i debiti, segnare i crediti e creditori, rassettar tutto... magari bruciar qualcosa... o mettere in evidenza altro... assaggiar tutto non c'è tempo... salutar tutti neppure, ma neppure m'importa... quante cose ancora da fare...